Un Pensiero un commento sulla serie A- da parte del filosofo del calcio  Foink (presidente Hellas)

in collaborazione con il grande "maestro" di calcio....Gigi Garanzini 

 

18-04-2011  Nel suo piccolo, un altro miracolo-Chievo

Che in un blog calcistico si veda citato Flaiano. Che ci siano adepti, come Mimmo e non solo, che denunciano il loro disagio civile per come il paese è ridotto dai deliri dello sporcaccione (cfr. Gino Strada). Che, a proposito, ce ne siano altri ancora che scoprono il nuovo mensile di Emergency e se ne facciano promotori. Questo e altro ancora compensa ampiamente la presenza di quei pochi monomaniaci che ormai, conoscendoli, non fai fatica ad evitare perchè anche il tempo libero è prezioso. Anzi soprattutto il tempo libero, perchè è giusto quello che ancora non sono riusciti a inquinarci, se solo lo vogliamo.

Il campionato è finito in testa e quasi finito in coda. Resta il duello tra Lazio e Udinese per il quarto posto, a meno che l'Inter non decida di completare il suicidio. Le mie emozioni, aspettando quelle dei tre Real-Barca che contano a differenza di quello già giocato, sono tutte per il Chievo che si salva a cinque giornate dalla fine. E' vero che anche ai miracoli ci si abitua. Ma sono dieci anni di serie A, e se qualcuno volesse dare un'occhiata a quel quartiere veronese ne capirebbe al volo la portata. Dice Mazzarri che l'Udinese ha fatto tre tiri in porta e due gol. A parte che aspettando la riforma della giustizia non è ancora reato, ringrazi che non c'erano nè Sanchez nè Di Natale. Anche se c'era Denis che forse il Napoli ha avuto un po' fretta di lasciar andare, e a me è sempre piaciuto perchè mi ricorda i centravanti dei miei anni verdi. Brava la Lazio a Catania, pessima la Roma col Palermo. E senza nemmeno bisogno di task force.

 

11-04-2011

Se nella fase ascendente il Milan era decollato grazie a Ibra, in questo finale sta difendendo il vantaggio nonostante Ibra. E' uno dei paradossi di questo finale, in cui il Napoli sta dimostrando una personalità e un'autorevolezza inattese, e il Milan ha per sua fortuna scoperto (Van Bommel, Abate) o riscoperto (Pato, Seedorf) protagonisti capaci di far prescindere la squadra dai colpi di testa dello svedese. Stavolta è toccato al Napoli aprire le danze e al Milan ribattere. Sabato e domenica succederà il contrario, con la sensazione che il Milan farà fatica ad abbattere, senza il suo ariete, il muro di una Samp che i punti li sa fare solo fuori casa, quando non deve far gioco, e toccherà al Napoli ribattere domenica sera contro un'Udinese che come minimo si è disunita.  Il tema che più m'intriga al momento è quello relativo al peso degli allenatori. Leonardo fino al pomeriggio di sabato scorso era un genio: dalla tarda serata di martedì è definitivamente un cretino. Ne parlavo al Vinitaly con Bagnoli, praticamente astemio. E lui mi confermava che sì, qualcosa del genere è sempre accaduto, nel senso di polvere e altare. Ma non in queste proporzioni. Leonardo ha le sue brave responsabilità, senza dubbio. Ma se sul primo gol dello Schalcke, il tedesco più alto salta indisturbato su corner, e tra l'altro nemmeno riesce a far gol, sarà colpa dell'allenatore? E se sul gol del 2-3 Zanetti sbaglia di metri il fuorigioco, dopo che Milito ha appena sbagliato il pallone del 3-2, sarà di nuovo colpa dell'allenatore? Io credo che la maggior parte dei tifosi pensi ai giocatori come marionette i cui fili vengono tirati dalla panchina. E la colpa è proprio degli allenatori che si sbracciano su e giù dando quest'impressione. Ma il calcio è tuttora quella cosa che si gioca sul campo, non alla play-station.

 

14-03-2011

Visto il ciapanò dell'Inter venerdì sera e quello del Milan all'ora del brunch, è un vero peccato che causa falsa partenza lo scudetto non lo possa più vincere l'Udinese. E' la squadra che gioca il calcio più divertente, più spregiudicato, che può permettersi di mettere in vetrina una coppia offensiva degna del Barca, con Di Natale che va dentro in palleggio alla maniera di Iniesta e Sanchez che segna un gol come il Ronaldo d'antàn.

Il resto, tutto il resto è di una tristezza infinita. Il gancio al fegato di Ibra, le isterie dei laziali ( che dovevano finire in otto perchè il primo da espellere era Matuzalem per la scarpata in faccia a Totti, già a terra), il laser verde sul viso di Muslera, il Parma che piange facendo giustamente il verso al Napoli, De Canio che prima inserisce e poi toglie Chevanton, Del Neri che vede stanco Del Piero e invece stanco, stanchissimo, esausto di una situazione al di fuori della sua portata è lui. E altro, molto altro ancora.

Dopo tre giorni di calcio integrale, causa maltempo, a momenti ci rimetteva pure un ginocchio Messi. Per fortuna ci ha solo rimesso due punti il Barca, che vuol dire un finale di Liga un po' più emozionante. Ne ha fatti sei il Bayern, caso mai l'Inter si facesse eccessive illusioni, al di là di quelle legittime. Di tv parliamo un'altra volta, tanto i dilettanti allo sbaraglio non passano mai di moda.

07-03-2011

Perlomeno a Liverpool è vero che la fortuna aiuta gli audaci. Ci vuole l'audacia di Kuyt per farsi trovare tre volte a un metro dalla porta del Manchester se non sei che un attaccante aggiunto. Ma ci vuole anche tanta fortuna per ritrovarsi tutte e tre le volte lì, a un metro dalla porta del Manchester United, il pallone da spingere in rete per poi, come da tradizione, portarselo a casa come trofeo imperituro. Il povero Sculli, che di gol ne ha fatti solo due, anzichè portarsi a casa il pallone si è passato una serata in ospedale, pare per una reazione allergica alla vernice con cui tingono l'erba dell'Olimpico. E io che pensavo fosse un'esclusiva di San Siro dove una mano di verde alla presunta erbetta gliela danno da anni, e forse la riprendono pure con la calza sulla telecamera.

Vabbè, hanno espulso Mazzarri. Ma lui stava solo dicendo al quarto uomo di avvisare l'arbitro che quello su Maggio era rigore, e glielo diceva con la consueta calma olimpica, possibile che sui nostri campi ci sia la vernice e sia sparito il diritto di parola? Vabbè, cacciano Di Carlo. Così impara a non trasformare Maccarone e Biabiany in Pazzini e Cassano. E anche Del Neri presto o tardi seguirà la stessa sorte, perchè non puoi avere in squadra talenti puri come Martinez e cannonieri come Toni e non arrivare almeno in Champions League. 

Poichè la dietrologia è il genere di riflessione da noi più praticato, non sono in pochi a pensare che la Juventus abbia liberamente dato strada al Milan. Trattasi ovviamente di gente che non aveva avuto modo di apprezzare la Juve con Lecce e Bologna.

28-02-2011

Ero curioso di vedere come se la sarebbe giocata il Napoli. Beh, come non detto visto che non se l'è proprio giocata. Avere un grande talento come Cavani e non riuscire a innescarlo ci può stare, in una serata non creativa. Ma sfiancarlo a forza di lanci lunghi uno più improbabile dell'altro, quando già i due che lo curano si chiamano Nesta e Thiago Silva, è autolesionismo allo stato puro. Era già successo con l'Inter, è risuccesso col Milan: questo Napoli, per il momento, gli ostacoli alti li rifiuta. 

Il contrario, grosso modo, di quel che succede a Roma e soprattutto Juve. Che si incartano davanti agli ostacoli bassi, o comunque alla loro portata. Con la differenza che la Juve si arrende direttamente. Mentre la Roma prima li scavalca, perchè ha più qualità. E poi si fa riprendere, quando non ri-scavalcare come a Genova, perchè un po' è presuntuosa e un altro po' destabilizzata.

A Palermo è arrivato Cosmi. Ma la notizia non è questa, la quota vera è quella del ritorno di Delio Rossi. Perchè Zamparini non è soltanto il primatista dei licenziamenti, ma anche delle riassunzioni. Do you remember Guidolin, giusto quello che domenica ha presentato il conto una volta per tutte?

Prima del derby del 3-4 aprile, la data la conosceremo con comodo della lega, rigorosamente minuscola, il Milan deve giusto far visita a Juve, già sabato, e Palermo. Viste adesso, due passeggiate di salute. Sul campo non credo, a dispetto delle apparenze. Per questo, nonostante il Milan abbia stravinto un tappone, continuo a pensare che questo modesto Giro d'Italia non sia finito. 

    La resa tardiva di Ranieri

Due notizie dal campionato. La prima è che la rimonta della Juve era effimera, la seconda che quella della Roma anche se dovesse cominciare sarebbe comunque tardiva. In campionato di sicuro, ma quasi certamente anche in coppa. Dopodichè se pronunciamo la sola parola, coppa, abbiamo l'immediata percezione della modestia del nostro torneo, come Tottenham e addirittura Schaktar hanno ampiamente dimostrato. Di sicuro la partita di Marassi resterà negli annali sia del Genoa che della Roma. Perchè quattro gol in poco più di mezzora, sotto di tre, sono da raccontare ai nipoti rossoblu. Ma anche averli vissuti da giallorossi dev'essere un'esperienza che non si dimentica. Tant'è vero che persino l'irriducibile Ranieri ha pensato che era tempo di trarre le conseguenze. E di chiamarsi fuori, se non altro, da una situazione che ormai è stata presa in carico direttamente dagli ultras.

Certo che il gol in fuorigioco di Ranocchia e quello di Robinho con l'aiuto di una mano non faranno la felicità di un Napoli già avvelenato dalla squalifica di Lavezzi. Il primo rendez vous è per lunedì prossimo a San Siro, con Milan-Napoli. Un mese più tardi il derby. Per gli amanti del genere, che io sinceramente trovo sempre più resistibile, due appuntamenti probabilmente decisivi.

 

 Lo sciagurato Eto'o

Sono questi i momenti in cui maledico la mia povera memoria tradita dall'usura dei neuroni. Quanti altri gol avrò visto sbagliare così in mezzo secolo e passa di pallone? Pochi di sicuro. Ma quali? E da chi? Mi viene in mente Calloni, non a caso ribattezzato lo sciagurato Egidio, mi par di ricordare qualcosa di simile da parte del primo Pulici, ma poi è la nebbia degli anni ad averla vinta. Amen. Basta che non senta parlare di sfortuna. Perchè Eto'o non è sfortunato, è gravemente colpevole. Di sufficienza, di approssimazione, di quel che più vi pare e piace. Ma colpevole.

E alla fine è giusto così, perchè la partita meritava di vincerla la Juve. E di perderla un'Inter che sembrava quella dei tempi peggiori di Benitez per via che mancavano i tanti giocatori che mediamente mancavano a Benitez: ma con un Ranocchia e un Pazzini in più. Io dico, a pelle, e non lo penso da oggi che Matri andrà più lontano di Pazzini. Ma penso anche che farà bene la Juve a non illudersi, perchè il finale dell'Inter non è stato per merito nerazzurro quanto per demerito bianconero. E un paio di palloni persi da Pepe e Chiellini denotano mesta broccaggine, avrebbe detto Brera.

Il solito, grande Di Natale, Cavani, che discorso, quelle due punizioni mancine di Lodi. E lo show di Cassano, roba da palati fini. Ma anche da controprova, sia detto senza malizia. Perchè il Parma che lotta per salvarsi ha fatto sei falli in novanta minuti. Con tutto il rispetto per il fair-play, si direbbero pochini.

    Se Toni guadagna 4 milioni l'anno.

Vedo che si parla di Toni, e allora andiamo avanti a parlarne visto che proprio da qui volevo partire. Aveva anche segnato stasera, e non sono così convinto che nonostante la sbracciata il gol fosse da annullare. Ma non è questo il punto. Il punto è che non sapevo che Toni guadagnasse dal Genoa 4 milioni di euro netti l'anno. Ora che lo so, ho una ragione in più per credere che il calcio italiano di oggi sia nient'altro che un manicomio. Dopodichè penso anche abbia ragione chi ha scritto che nell'attacco della Juve un tronista c'era già e di un altro non si avvertiva il bisogno.

Il campionato va a fiammate, stasera il piromane è stato Cavani. I suoi tre gol di testa, uno più bello dell'altro, mi hanno ricordato per le modalità e la varietà di esecuzione Pierino Prati, uno dei più grandi colpitori del dopoguerra. Ma che belli anche i gol dell'Udinese, e che facilità di giocate di qualità continua ad avere Di Natale. E se parliamo di Roma, incredibili gli errori di Juan. Ma vogliamo parlare di Ranieri che resta in 10 e anzichè togliere una punta toglie Menez in giornata di grazia? Altri due assist di Cassano, nonostante sia al cinquanta per cento della condizione. Ma soprattutto altri due gol di Cambiasso in un'Inter che ha molto rischiato ma se parliamo di classifica è lontana solo in apparenza e in realtà, grazie ai recuperi, potrebbe ritrovarsi molto vicina.

 

Il Mazembe annientato e la zona-Mazzarri

Siamo sempre lì, dobbiamo accontentarci. Delle emozioni, di finali sempre più imprevedibili, di una zona-Cesarini che sta diventando zona-Mazzarri e anche questo potrebbe un segno dei tempi. Perchè se anzichè di equilibrio, di un campionato che davvero possono vincere in tanti e questa se non è altro è effettivamente una piacevole novità, passiamo alla qualità, beh temo che ci si debba rivolgere altrove. 

Non so se è un problema mio. Ma sabato sera, finito il Barca, ho fatto una gran fatica a vedere il secondo tempo di Milan-Roma: e se non fosse stato per ragioni strettamente professionali, dopo cinque minuti avrei lasciato perdere. A Barcellona avevano giocato la prima e la quarta della classifica: a Milano erano in campo la prima e la quinta. In tutta sincerità, un'altra cosa. Non dico un altro sport, perchè mi sforzo sempre di non esagerare: ma siamo lì.

Poi l'indomani mattina ho visto la copertina della Gazzetta. Il sommario recitava così: i nerazzurri annientano il Mazembe ed entrano nella leggenda. Passi per la leggenda, anche se la storia poteva bastare. Ma quell'annientano il Mazembe era da fare invidia ai tempi migliori di Cuore. Scatta l'ora legale, panico tra i socialisti. Qualcuno lo ricorderà.

Se Buffon diventa il vice-Storari.

Se rallentasse il Milan sarebbe un campionato bellissimo, con quelle tre appaiate sul secondo gradino, e le altre non del tutto tagliate fuori. Bellissimo sotto il profilo delle emozioni, non certo della qualità. Ma il problema è che il Milan ci ha preso gusto, e quando anche dovesse inciampare avrebbe l'equilibrio necessario a ripartire come niente fosse. Senza contare il mercato di gennaio. Perchè qui tutti parlano di come si rafforzerà questa o quest'altra: ma se a primavera si vota il primo a rafforzarsi sarà il Milan, per ragioni che non mi sembra il caso di spiegare.

Presto, molto presto ne sapremo di più. Così come, in tempi anche più brevi si risolveranno sia il caso Cassano che il caso Benitez. A oggi le probabilità di un futuro nerazzurro sono più alte per Cassano che per Benitez, ma mai dire mai. E in ogni caso la questione che più mi intriga, al momento, è quella relativa a Buffon. Cos' avrà combinato per meritarsi le battute taglienti di una brava persona come Del Neri? Ma soprattutto. Se la Juve ha deciso di disfarsene, perchè ha bisogno di far cassa, perchè pensa che non tornerà quello di prima, perchè non lo sopporta più, perchè fate voi che sapete, che bisogno ci sarà di trattarlo pubblicamente come l'eventuale riserva di Storari?

Chiunque sia a volerlo, United, City, Arsenal, Bayern, un Buffon ufficialmente incedibile e sotto sotto, ma a fatica, trattabile vale una cifra. Un Buffon di cui sbarazzarsi, dopo averci pensato un milione di volte, molto ma molto meno.

29/11/2010

Il Campionato di Di Natale

L'ora e mezza di Federer-Nadal come viatico a quella di Barca-Real: uno spettacolo che non so se potrà essere superato da quello del Camp-Nou. Nell'attesa, una giornata di campionato - per tornare alla parrocchia - da leggere in controluce. Nel senso che i titoli dei giornali sono tutti per la cinquina dell'Inter e il prepotente ritorno dei campioni. Mentre nel mio piccolo, dalla ormai consueta abbuffata televisiva ho ricavato grandi sensazioni dal pareggio del Milan a Marassi, condotto con il piglio di una vera capolista, e una discreta dose di perplessità dalla goleada dell'Inter. Che farà morale, e su questo non c'è dubbio dopo tante disavventure: ma è frutto, anche e soprattutto, di due autoreti, decisive, e di due pali del Parma sinchè è stato in partita. Mentre il Milan ha giocato la sua partita migliore e ha mostrato un Robinho che da ruota di scorta è diventato protagonista. D'altra parte, sempre stando ai giornali, la Roma di coppa aveva compiuto un'impresa storica rimontando il Bayern. Dal mio punto di vista, era andata sotto in maniera inquietante e con una squadra sbagliata. E aveva poi capovolto il risultato grazie -soprattutto- al fatto che ai tedeschi nun je poteva fregà dde meno. La riprova c'è stata a Palermo, dove contro una signora squadra la rimonta giallorossa si è fermata causa indigestione da lettura di giornali.

Quando c'è grande equilibrio, che poi significa maggior interesse ma anche mediocrità di fondo, guai a trascurare i particolari. In settimana Del Neri si era lasciato andare a parlare di scudetto:  la frenata è arrivata puntuale. E' vero che sono arrivate tre vittorie su tre in Europa. Ma il nostro calcio di oggi è il magnifico Di Natale che in campionato spopola. E oltre Chiasso, o il Brennero, o Ventimiglia, sia detto come paradigma e senza offesa alcuna, non la becca mai.

22/11/2010

Juve e Roma sulla strada del Milan.

Si scrive fuga del Milan, si legge ne riparliamo con Juve e Roma. Anche con Lazio e Napoli, ma credo soltanto per un altro po'. Non con l'Inter, che non è riuscita a gestire l'emergenza, soprattutto sul piano nervoso: la testata di Eto'o, prima ancora di privare la squadra per almeno tre giornate del suo unico goleador, è la spia di una cattiva gestione ambientale che parte da una disastrosa preparazione atletica ma va ben oltre.

La Juve ha trovato un assetto interessante. La regia tattica di Felipe Melo, quella creativa di Aquilani, la coppia di destra dei biondi in cui Soerensen mi sembra ovviamente meno decisivo, per il ruolo, ma persino più interessante di Krasic. E' girato tutto giusto a Marassi, come si ricava dai due gollonzi a fronte dei due pali del Genoa: ma la squadra ci crede, si sta compattando e segue con profitto il gran lavoro di Del Neri. La Roma ha battuto una delle squadre più in forma senza centrocampo (De Rossi, Pizarro e Perrotta). Non è un dato da poco. In più ha una grande giocatore ancora in evoluzione come Menez, il miglior centrale del momento che è Mexes in forma strepitosa e Totti ha ritrovato la condizione ottimale che non aveva da mesi. Ci credono anche loro, e si vede.

Il Milan ci crede più di tutti, e Allegri è stato bravo e coraggioso. Ma con la Fiorentina il migliore è stato Abbiati, e non è la prima volta, e la formula vincente prevede numeri alla mano l'esclusione non solo di Ronaldinho ma anche di Pirlo. Potrà durare? Sì finchè ci pensa Ibra. Poi si vede.

Bel campionato, anche in prospettiva. Parlo di interesse, emozioni, di qualità un po' meno. Avete presenti Toni e Adriano? Erano di troppo in Germania e Brasile, non in Spagna e Inghilterra.

La vendetta (impunita) di Ibra

15/11/2010

Sono passati meno di tre mesi da quando cominciò a farsi concreta l'ipotesi di un ritorno di Ibra, ma sull'altra sponda. E puntualmente si è verificato quello che sin da allora gli uni speravano e gli altri paventavano. Lo svedese cioè che prima cambia il rapporto di forze, poi già che c'è decide il derby.

Non ha nemmeno fatto in tempo, Ibra, a sentire i fischi dei suoi ex-tifosi. Dopo meno di tre minuti la sciagurata scelta di Benitez di opporgli Materazzi aveva già sortito i suoi effetti, sotto forma di un rigore che nemmeno all'oratorio. Trasformato quello, il gigante svedese è andato in souplesse, flottando tra le linee, facendo salire i suoi e sciorinando assist, provando persino a emulare Van Basten con un destro al volo che ha mancato di poco il sette della porta interista. Fino al momento clou, minuto 19 della ripresa, quando il destino ha proposto un pallone a mezz'aria tra lui e Materazzi che aveva tutta l'aria del regolamento di conti definitivo. Non mi intendo di kung-fu, anzi mi fa orrore e non so nemmeno bene se si scrive così, ma è stato subito chiaro in quella frazione di secondo che uno dei due avrebbe lasciato l'altro sul terreno.

L'ha vinto Ibra, anche quel duello rusticano, con un'entrata a piede alto e teso che ha spedito Materazzi all'ospedale. Conoscendo l'avversario, non c'è dubbio che quello di Ibra sia stato un eccesso di legittima difesa. Ma la domanda è. Come ha potuto un arbitro in passato così severo come Tagliavento limitarsi all'ammonizione? Cos'avrebbe dovuto fare Ibra per vedersi sventolare il rosso? Passare Materazzi da parte a parte? Segue dibattito.

 La diversa gestione degli infortuni

08/11/2010

Direi che i temi di grande respiro del momento sono due. Uno è la scarsa competitività del nostro calcio di club in Europa (detta in maniera più brutale sarebbe che salvo rare eccezioni facciamo discretamente ridere) l'altro è la diversa capacità di convivere con l'emergenza infortuni. Scelgo il secondo per due ragioni. La prima è che siete comunque bravissimi a smarcarvi,  e a prendere la direzione che meglio vi pare, la seconda è che questo genere di convivenza rischia di diventare un parametro decisivo per la classifica che conta.

Questa giornata ci ha proposto esempi molto diversi tra loro. La Roma ha battuto la Lazio facendo a meno di Juan, Pizarro, Taddei e Totti, e perdendo Menez in corso d'opera. E' stata fortunata, a cominciare da quel rigoronzo su cui Muslera è stato ancor più ridicolo di Borriello, ma è stata capace di andare oltre i suoi problemi contro l'attuale prima della classe. L'Inter senza Julio Cesar e quasi l'intero centrocampo, era viceversa andata sotto con il Brescia prima ancora di perdere, nell'ordine, Maicon, Sneijder e Samuel. A quel punto, sia pur con l'omaggio di un rigore, - ma mi pare che in questa giornata nè Roma, nè Juve, nè Milan degli arbitri si possano lamentare- è stata brava a non smarrirsi del tutto ma non a vincere la partita. La Juve più o meno a parità di emergenza perchè priva di Chiellini, De Ceglie, Legrottaglie, Melo, Krasic e volendo Amauri (Buffon che sarebbe il più indispensabile di tutti è ormai un caso a parte) la sua rimonta l'ha completata. 

L' elenco potrebbe continuare, perchè la Fiorentina nel suo piccolo farà a meno di Frey e Montolivo per gran parte della stagione. Tanto da indurre a pensare che in un campionato così equilibrato, a tagliare per primo il traguardo potrebbe essere chi per primo si abitua a gestire l'emergenza.

 La vita privata di Mutu

26/10/2010

Continuo a trovarlo un campionato divertente, non ho cambiato idea al momento. A patto che ci si intenda sull'aggettivo, che è sinonimo di equilibrio, inedito, non certamente di qualità. Se su 7 partite europee, avversari dal grande Real ai postelegrafonici, una la vinciamo, due le pareggiamo e quattro le perdiamo, è abbastanza evidente che il livello del nostro calcio, perlomeno al momento, equivale a quello del nostro rugby, o a scelta del basket. Che è divertente finchè si gioca in parrocchia, lo è un po' meno quando si mette il naso fuori, come dimostrato anche a livello di nazionali, Under 21 compresa.

Non divertente in assoluto, almeno per me, è dimenticare ogni tanto di azzerare l'audio una volta finite le partite. E finire per ascoltare i commenti ai fatti del giorno. Per esempio che Krasic è un bravo ragazzo che subisce tanti falli. Ora a me pare che Krasic abbia effettivamente l'aria del bravo ragazzo, e non c'è dubbio che un giocatore della sua velocità e del suo talento subisca dei falli. Ma cosa c'entra questo con un tuffo indecoroso come quello di Bologna? Sette giorni dopo un mezzo tuffo, facciamo tre quarti, nell'area del Lecce anche quello puntualmente premiato da un rigore?

Non è un bravo ragazzo Mutu, perlomeno non risulta. Difatti nessuno si è spinto sino a lì. In compenso la tesi a discarico è che l'ultima prodezza riguarda la sua vita privata. Perchè, i 25 giorni di prognosi li ha causati a un cameriere in casa sua o in un locale pubblico? Cosa c'è di privato in un personaggio pubblico che aspetta fuori un cameriere e lo massacra di botte? E più in generale, con tutto quello che la cronaca nera ci racconta di morti ammazzati a pugni e calci, dal tassista milanese alla badante rumena, è mai possibile che lo status di ex-calciatore e commentatore escluda la presa di distanze anche di fronte a casi di questa gravità? 

 Un bel campionato, per dimenticare Marassi

18/10/2010

La scoperta (relativa) di talenti come Pastore, Hernanes, Krasic, Cavani, la riscoperta di altri come Pato, Aquilani, lo stesso Cassano, l'intramontabilità di campioni come Eto'o e Ibrahimovic. Ha tutta l'aria di poter diventare un bel campionato, quello che stiamo vivendo. Perchè le grandi tradizionali stanno cominciando ad alzare le cadenze, a modo loro, la Juve con l'entusiasmo di chi si sta scoprendo superiore alle attese, il Milan con le sue armonie e i suoi squilibri, l'Inter con il cinismo di chi deve far passare la nottata: ma le altre non mollano, e per il momento rispondono colpo su colpo. A cominciare dalla Lazio, che gioca con la praticità di una capolista non improvvisata, da un Palermo il cui reale potenziale è tutto da scoprire, dallo stesso Napoli che testerà lunedì prossimo contro il Milan la sua vera dimensione. Classifica corta, il fatto stesso che dopo sette partite, non tante ma nemmeno pochissime, ad aprirla sia la Lazio e a chiuderla la Fiorentina ci suggerisce che l'equilibrio potrebbe anche non spezzarsi tanto presto.

A spezzarsi, qualche giorno fa, è stato l'incantesimo azzurro. Una storia lunga cent'anni in cui c'era stato spazio per le favole a lieto fine e per i bruschi risvegli, ma mai per l'intrusione della violenza. Ci hanno raccontato, ci stanno ancora raccontando che non si poteva sapere, non si poteva nemmeno prevedere, non c'era nulla da fare insomma, se non subire. Che è ancora più desolante della desolazione impotente di quella serata di Marassi, impossibile da dimenticare.

04/10/2010

E se fosse l'anno dell'outsider?

Se l'Inter continua a perdere i pezzi come in quest'avvio va a finire che questo è davvero l'anno di un outsider. Cioè di una qualunque delle altre diciannove, visto che l'unica seria favorita era l'Inter, e se ritrova un po' più di salute collettiva lo rimane.

Tutto ciò premesso. gran bel campionato quello in cui comanda la Lazio, Napoli e Milan affiancano l'Inter al secondo posto, risale autorevolmente il Palermo e la Juve dimostra sul campo di poter giocare alla pari con l'Inter (perlomeno quest'Inter quasi dimezzata) sul piano della personalità ma anche delle occasioni. 

Delle tante partite viste in questo primo fine settimana d'autunno, le indicazioni più interessanti le ho ricavate da Parma-Milan. Sul piano tecnico, perchè il Milan ha giocato un gran primo tempo, perchè Ronaldinho centrale è segno che Allegri comincia a crederci e a cercare il salto di qualità, perchè senza un signor portiere come Mirante la partita finiva prima. Ma anche perchè, a fronte di tutto questo, e della apparente facilità con cui la difesa ha tenuto a bada il mediocre attacco del Parma, in un paio di situazioni in area mi è sembrato di vedere degli sconti arbitrali, e ancora nel finale il Milan ha rischiato grosso. Segno di una fragilità di fondo che mina l'apparente, grande disinvoltura.

Tra il gol eccezionale di Pirlo e quello appena un gradino sotto di Ilicic, scelgo comunque la lealtà con cui interisti e juventini hanno affrontato il confronto diretto. Grazie al senso di responsabilità loro e dei loro allenatori, non certo a quello di dirigenti che meriterebbero l'introduzione immediata della tessera non del tifoso ma, per l'appunto, del dirigente.

27/09/2010

Il biondino sulla strada dell'Inter

Mica male, il biondino. Non sa solo spingere, e saltare l'uomo, e crossare morbido. Sa fare anche i gol, quando serve, anche i gollonzi, quelli per i quali gli avversari ti danno un mano ma a patto che tu sia lì, a fargli sentire il fiato sul collo. Bell'acquisto Krasic, bell'attacco quello della Juve che viaggia ben sopra i due gol a partita. Peccato che la difesa viaggi ben poco al disotto, dei due gol a partita, e sia questa la caratteristica che, almeno per il momento, condanna la nuova Juve alla precarietà, al dover vivere alla giornata. La prossima giornata, se è per quello, è in casa dell'Inter. E qualcosa in più se ne dovrebbe sapere, domenica sera a quest'ora, tenendo ben presente che mercoledì l'Inter riceve il Werder ma giovedì la Juve fa visita al City di Mancini, a proposito di interisti.

Mi sembra un campionato, questo, in cui sbilanciarsi sarebbe ancor più avventato del solito. Perchè l'Inter perde dopo una mezzora iniziale in cui aveva preso la Roma a pallate, la Roma vince senza rubare nulla perchè per una sera si è ricordata di come si debba saper soffrire, nel Milan funziona Ibra e poco altro ma attenzione, perchè con Allegri le cose cominciano a funzionare poco alla volta e di risorse alternative il Milan oggettivamente ne ha.

Ne ha anche la Lazio, di risorse, perlomeno sino a quando la concorrenza di altro livello non riesce a cambiar marcia. Tanto è vero che è in testa, così come ne ha il Napoli quando deve fare controgioco, perchè far gioco è un po' più complicato. Una classifica da stropicciarsi gli occhi, tanto è corta ed equlibrata. Ci fosse anche qualcuno alla stadio rischierebbe di somigliare alla Bundesliga.

L'effetto-Ibra è già incominciato.

Lo penso da quando se ne è cominciato a parlare, e l'ho già scritto sul Sole quando la trattativa è entrata in dirittura: Ibra sposta gli equilibri del campionato e colloca il Milan in prima fila nella griglia di partenza. Al punto da rendere la pole dell'Inter una sorta di atto dovuto, che condivido solo in parte.

Per una serie di buone ragioni. L'Inter è fatalmente appagata. Non è vecchia come il Milan, ma non è molto più giovane. Le annate in cui tutto gira giusto in genere si pagano a breve (e il cialtrOne che lo sa bene se l'è filata all'inglese, o alla spagnola se preferite). Ibra è un giocatore, anzi IL giocatore che in Italia fa la differenza. Prima di vincere il titolo col Barca, firmando i ricami altrui ma mettendoci pur sempre il piedone, ne aveva vinti 5 consecutivi in Italia,e prima ancora uno in Olanda. Se reggono fisicamente, Nesta e Thiago Silva non sono inferiori alla coppia centrale dell'Inter. Allegri è un signor allenatore. Potrei continuare, anche abbastanza a lungo. Ma il concetto mi sembra già abbastanza chiaro. Anche perché Berlusconi potrebbe non aver finito di investire. Il che conferma, se volessimo parlare di cose più serie che: a) i sondaggi di cui si legge hanno un fondamento; b) di finiani in vendita al momento non ce n'è per davvero, e allora tanto valeva tornare agli acquisti di un tempo.

Se poi l'anagrafe dovesse comunque averla vinta, e l'Inter davvero si smarrisse, nessuno più felice di me. Perché vorrebbe dire, finalmente, che potrebbe essere la volta buona di un outsider. Non c'è due senza tre, n'est pas? E allora 1991 Sampdoria, 2001 Roma, 2011? La Juve non si direbbe, e non solo per come ha debuttato e perso a Bari. La Roma temo nemmeno, però magari il Genoa, o il Napoli. 

No, eh?  Ma è ancora agosto, e le illusioni costano così poco.